Metodo Maitland Terapia Manuale

“CONCETTO MAITLAND” in Terapia manuale.

 Metodo Maitland Terapia manuale

Prende il nome dal suo fondatore: il Dott. Geoffrey Maitland, fisioterapista ...

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26 Gennaio 2018

Metodo Maitland Terapia Manuale

“CONCETTO MAITLAND” in Terapia manuale.

 Metodo Maitland Terapia manuale

Prende il nome dal suo fondatore: il Dott. Geoffrey Maitland, fisioterapista australiano che collaborò con illustrissimi Professori come James Cyriax e David Buttler, e contribuì a fondare l’International Federation of Orthopedic Manipolative Therapists.

Egli sviluppò questo specifico concetto di trattamento negli anni ’50.

L’avvento del Metodo Maitland rappresenta uno degli sviluppi più significativi della Terapia Manuale, e la manipolazione che viene effettuata secondo questo metodo non si sostanzia né nel classico trattamento osteopatico né in quello chiropratico, è bensì più integrata.

Il Dott. Maitland fu prima di tutto un sostenitore dell’efficace “movimento passivo delicato” per il trattamento del dolore, al posto delle più energiche manovre utilizzate in osteopatia e chiropratica. Questo tipo di manipolazione si colloca in un’area di movimento fisiologico, preciso e NON traumatico. A tal proposito James Cyriax si riferì a Maitland affermando:

“Maitland, un fisioterapista australiano, usa dei trust ripetuti con minor frequenza ma maggior efficacia. Essi NON sono identici alle tecniche di mobilizzazione degli osteopati […] ne sono a scatto come le pressioni dei chiropratici. La grande virtù del lavoro di Maitland sta nell’umiltà del suo esecutore […] il paziente viene esaminato a intervalli frequenti durante la seduta, per consentire al manipolatore di valutare i risultati del suo trattamento, fimo a quel punto. Si prosegue o modifica la tecnica in base al cambiamento riscontrato o all’assenza di esso. ” (Cyriax J 1984 Textbook of Orthopaedic Medicine. Part il Treatment by Manipulation, Massage and Injection, 1 l,h Edition. Ballière – Tindall. London pp 40-41 )

Approfondendo, possiamo affermare che la pratica Maitland si basa sui 5 Pilastri fondamentali:

1 – Pratica incentrata sul paziente: la prima parte della terapia consiste sempre in un’intervista minuziosa, che analizza l’attuale problema e la sua influenza sulla vita quotidiana. In questo modo si pone il paziente al centro del focus dando la possibilità di esprimersi attivamente e coinvolgendolo in tutti gli aspetti del processo anche tramite frequentissimi feedback richiesti durante il trattamento. Secondo questo pilastro è anche fondamentale insegnare ai paziente a prendere coscienza del proprio corpo e il suo modo di sentirlo ai fine di apportare i cambiamenti necessari alle sue attività quotidiane e alia sua vita sociale. Ciò è considerato tanto importante quanto io sono le specifiche tecniche manuali usate nel trattamento. In questo modo si permette ai paziente di assumere un ruolo proattivo rispetto alla compliance e alla titolarità delle strategie di gestione delia propria salute. Ciò permettere al paziente un approccio informato per accettare responsabilmente la sua condizione e facilitare, in questo modo, un recupero ottimale

  • Ragionamento Clinico ad hoc: si attua un processo decisionale attraverso cui il clinico può efficacemente pensare a delle ipotesi, pianificare test specifici, eseguire i test specifici in tutta sicurezza per dimostrare o disconfermare la propria ipotesi. Questo processo tiene conto che ogni paziente è diverso e unico. L’esame e i test necessari sono quindi anch’essi appositamente studiati per ciascun paziente tramite un complesso ragionamento ad hoc. 1 risultati dell’intervista, dei test e dell’esame diventa la base del trattamento che seguirà.
  • Esame: l’esame del soggetto si divide in due parti, ossia un esame soggettivo (C/O Complains Of) in cui vi è la raccolta dei dati soggettivi che il paziente avverte riguardo ai proprio problema, mentre la seconda parte si sostanzia nell’Esame Fisico o Manuale (P/E – Physical Examination) durante cui si identificano la presenza di disfunzioni fìsiche oggettive, e capacità di movimento alla ricerca della causa del problema. Nel caso di un problema di spalla, per esempio, debbono essere esaminati anche il collo, le coste e il torace, per focalizzare l’esatta natura del problema.
  • Interventi: sono direttamente connessi ai problemi del paziente e alla disfunzioni fisiche individuate. Essi non sono esclusivamente focalizzati sulle componenti articolari del movimento, beasi includono il trattamento della funzione e della sensibilità meccanica o della mobilità del sistema nervoso e della funzione del sistema muscolare.
  • Valutazione: Durante tutta la terapia, si controllano costantemente i progressi ottenuti, per essere sicuri di aver usato il metodo più efficace al fine ottenre un miglioramento più rapido possibile. Essa è la chiave di volta che unisce il processo decisionale alla progressione del trattamento e che alla fine conduce a un risultato collaborativo. Valutare e analizzare i cambiamenti della capacità funzionale di un paziente (sia nel soggettivo Complains Of che nella oggettiva capacità di movimento nella Physical Examination) prima, durante e dopo ogni trattamento sostiene il processo decisionale del clinico. Le valutazioni vengono eseguite sulla ricerca del sintomo specifico del paziente e monitorando che questo non sia mai troppo alto, in una scala VAS (Visual Analogue Scale). Esiste uno schema chiamato DIAGRAMMA DI MOVIMENTO che il professionista costruisce mentalmente sulla base di ciò che sente con la propria manualità (escursione articolare possibile, rigidità…) e che serve per valutare se ¡1 movimento passivo da eseguire può essere più o meno ampio, con o senza sintomo (dolore) e quale frequenza e durata utilizzare.

Questo concetto viene utilizzato per trattare:

-dolori alla schiena e problemi discali dolore al collo e problematiche della regione cervicale artrosi, dolore e rigidità ad anche, ginocchia e schiena dolori al viso, cefalea, dolore alla mascella;

-irritazione del nervo che causa, ad esempio, insensibilità o formicolio nelle dita o sciatica; -dolore al ginocchio dovuto, ad esempio, a problemi che concernono menisco o legamento; -problematiche al gomito, come “gomito del tennista”’ o “gomito del golfista”;

-problematiche al polso e alla mano, come fratture, sindrome del tunnel carpale, distrazioni e distorsioni;

-problematiche alla caviglia e al piede, come lesioni di tendini e legamenti;

-disturbi vertebrali acuti e cronici, comprese le sindromi radicolari;

-disfunzioni cranio-facciali (problemi articolazione temporo-mandibolare, cefalea);

-patologie articolari degenerative delle articolazioni periferiche;

-interessamento dei tessuti molli delle articolazioni periferiche (gomito del tennista, cuffia dei rotatori, tendine d’Achille);

-problematiche dei nervi periferici (sindrome tunnel carpale, sindrome tunnel tarsale, neuroma di Morton) stati post-chirurgici a seguito di protesi articolari, osteotomie, osteosintesi, suture legamenti, chirurgia della colonna vertebrale.

In conclusione posso dire che questo è un corso che in moltissimi stati europei è considerato una vera e propria specialistica che innalza il fisioterapista a un livello superiore anche agli OMT (Orthopaedic Manipulative Therapist).

In Italia il concetto Maitland rappresenta un’avanguardia e una miglioria che si sta imponendo e proponendo sempre più frequentemente per la sua efficacia dimostrata. Digitando sul motore di ricerca Maitland sono ancora pochi i siti di professionisti che lo citano, in quanto avanguardia, ma sempre di più sono i miei colleghi che si stanno interessando e iscrivendo al corso.

Per sapere di più degli aspetti tecnici si possono consultare due testi principali, giunti alla loro quinta ristampa, sono:

Manipolazioni periferiche di Maitland, EDRA MASSON

Manipolazioni vertebrali di Maitland, EDRA MASSON

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